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Piston

Architetture

Come sono disposti i cilindri cambia suono, ingombro, equilibrio e carattere. Qui trovi ogni configurazione con i motori del catalogo che la usano.

Tre cilindri in linea 2

Compatto ed economico, tornato di moda con il downsizing turbo. Ha una vibrazione di primo ordine che richiede contralberi o supporti dedicati, ma pochi attriti interni.

Quattro cilindri in linea 22

L'architettura più diffusa al mondo: semplice, corta, economica da produrre. Le vibrazioni del secondo ordine crescono con la cilindrata, per questo oltre i 2,0–2,5 litri si usano spesso alberi di equilibratura.

Cinque cilindri in linea 1

Soluzione intermedia tra quattro e sei cilindri, usata soprattutto da Audi e Volvo. Accensione ogni 144° e coppia oscillante del primo ordine.

Sei cilindri in linea 8

Perfettamente equilibrato per natura, silenzioso e regolare. È lungo e difficile da montare trasversale, ma è tornato centrale con le piattaforme modulari BMW e Mercedes.

V6 7

Corto e adatto al montaggio trasversale. Gli angoli più comuni sono 60° e 90°; a seconda della configurazione richiede perni di biella sfalsati o contralberi.

V8 11

Con albero a croce (cross-plane) è equilibrato ma con accensione irregolare per bancata; con albero piatto (flat-plane) è più leggero e favorisce i regimi alti, a scapito di vibrazioni del secondo ordine.

V10 3

Diffuso in Formula 1 negli anni '90 e 2000 e su poche supercar di serie. Richiede perni di biella sfalsati per un'accensione regolare a 90°.

V12 2

Equilibrato in modo naturale su tutti gli ordini di vibrazione, con fasi di scoppio ogni 60°. Usato su granturismo e supercar di grande cilindrata.

W16 1

Due gruppi VR8 a stretto angolo affiancati su un unico albero motore. Usato in serie solo da Bugatti.

Boxer a quattro cilindri 2

Cilindri contrapposti, baricentro basso. Subaru lo usa da decenni; il suono caratteristico deriva dai collettori di scarico di lunghezza diversa.

Boxer a sei cilindri 2

Cilindri contrapposti, equilibrato in modo naturale, baricentro basso. Usato da Porsche sulla 911, montato a sbalzo dietro l'asse posteriore.

Rotativo Wankel 2

Niente pistoni né valvole: un rotore triangolare gira in una camera epitrocoidale. Leggerissimo e molto compatto, ma con consumi e tenute difficili. In questo sito il numero di "cilindri" indica i rotori.